Leica M11. Recensione sul campo.
Leica M11. La recensione.
Finalmente è arrivata. La Leica M digitale che tutti stavamo aspettando da quando il digitale è diventato uno standard. È qui, uno strumento vero di lavoro, professionale. Mi spiego. Sono un fotografo che utilizza Leica M da tempo. Per la precisione dalla Leica M6, a pellicola. In seguito comprai la M240 ( MP ) come mia prima Leica M digitale. Dopo di essa la splendida M10-P ed infine questa piccola meraviglia. La Leica M11. Nera.
Leica M11 Voigtlander 28 f2 Ultron Mark 2
Leica M11 Voigtlander 28 f2 Ultron Mark 2
Questa bellezza è una grandissima evoluzione, anche superiore alla Leica M9, prima macchina a telemetro, a pieno formato, al mondo. Leica ha migliorato tutto, dall’ergonomia grazie ad un peso ridotto e un grip leggermente diverso per il pollice della mano destra che poggia sul retro della fotocamera. Questa è la prima macchina a ottiche intercambiabili, con una memoria interna integrata ( 64 gb), e finalmente abbiamo una M con doppio slot di memoria. Avere un backup è sempre una buona idea, quando si lavora. Una bella sicurezza in più. La versione nera ( costruita in alluminio ) pesa circa quanto le vecchie Leica M a pellicola ( 540 grammi ). La versione argento pesa 100 grammi in più, essendo costruita in ottone, materiale più pesante. Personalmente trovo che questi 100 grammi in meno rendano la versione nera della Leica M11 molto più bilanciata. D’altro canto la versione argento è più elegante. A voi la scelta. Questa macchina è anche la prima digitale dotata di una vera tecnologia di pixel binning. Il che significa che potrete scattare le vostre foto, in RAW, a 18, 36 o 61 mp.
Una rapida chiacchierata tecnica.
La fotocamera è costruita in maniera esemplare, davvero molto solida e rifinita benissimo. Il mirino ottico è enorme, diretto, luminosissimo. Il telemetro è stato ulteriormente migliorato, rifinito rispetto alle precedenti M. È nettamente più preciso. Riesco a focheggiare meglio, anche a tutta apertura, con ottiche estremamente luminose.
L’interfaccia è costruita magnificamente, ed è così ben studiata nell’intera produzione Leica che hanno raggiunto quel che appariva impossibile. Potete dare un’occhiata alle foto della fotocamera sia qui sopra che appena sotto questo paragrafo. Ci sono pochissimi bottoni e una sola ghiera. Mi potrete dire: facile con una macchina dall’impronta minimalista, vecchio stile e in più manual focus. E avreste ragione. Ma il punto è che tutte le macchine in produzione di Leica, oggi, vantano la stessa semplicità e gli stessi comandi. È incredibile, ma il principio è lo stesso sulla mia Leica Q2 Monochrom o sulla Leica SL2S, una mirroless ad ottiche intercambiabili moderna ed AF ( c’è solo un pulsante in più sulla calotta superiore e due pulsanti in più sulla parte anteriore del corpo macchina). E incredibilmente lo stesso discorso vale per il menù. Che è altrettanto semplice, lineare, con poche pagine da scorrere... e solo due sotto-livelli per alcune ( poche ) voci specifiche. Credo che questa sia la dimostrazione che le interfacce debbano essere pensate e costruite da chi conosce bene il mestiere. E che la soluzione non sia quella di lasciare gli utenti a settare macchine con decine di pulsanti e menù da oltre 150 pagine. La peggiore interfaccia, da questo punto di vista, è sicuramente quella Sony, ed è un pessimo “riconoscimento” che oramai è loro appannaggio da anni. Ho lavorato con macchine Sony per anni, sono stato uno dei primi in Italia a lavorarci, so di cosa parlo. Questa è una delle ragioni per cui sono passato a Leica, non tra le più importanti, certamente. Ma torniamo alla Leica M11.
Leica M11, il dorso della fotocamera.
Leica M11,
Questa nuova “M” introduce moltissime novità e comodità. A partire dalla piena compatibilità con iPhone e iPad, per dirne una. Facilissimo trasferire file con la nuova App ( Leica FOTOS) sia in wireless che con il cavo in dotazione. Come già anticipato è possibile scattare in RAW a 18, 36 o 61 mp. L’esposimetro e il bilanciamento del bianco ora vengono letti direttamente dal sensore, garantendo così nuove modalità e una precisione e versatilità superiore al passato. Purtroppo al momento la stabilità non è proprio perfetta. Andrà rifinita con qualche aggiornamento firmware. Qualche errore, in specifiche e determinate situazioni, accade con il firmware attuale, che è il 1.3.0. Il sensore Dual Gain e BSI è davvero strepitoso. Non ho mai visto una macchina fotografica con un sensore a così elevata risoluzione con una gamma dinamica tanto estesa e contemporaneamente una resa così strepitosa alle sensibilità ISO più elevate. A proposito di sensibilità ISO la base a 64 ISO e l'otturatore elettronico con tempo minimo di 1\16.000 di secondo permettono di scattare in pieno giorno anche con ottiche ultra luminose a tutta apertura. Purtroppo la macchina non ha uno standard di certificazione IP come altre macchine Leica ( IP 52 la Leica Q2 Monochrom o IP54 la Leica SL2\SL2S )
Leica M11.Roma. Un esempio dell’impressionante qualità del colore attorno ai 16.000 ISO. Voigtlander 35 f1.2 Mark 3.
Non potevo credere ai miei occhi, quando ho scattato questa foto ( sopra ). Sono sempre stato abituato a lavorare con macchine di fascia alta, con macchine fantastiche. Ma la Sony A7R4, l’unica altra Full Frame da 60 mp presente sul mercato al momento in cui sto scrivendo ( aprile 2022) non riesce nemmeno ad avvicinarsi a questi livelli, scattando ad altissimi ISO. E la Sony A7R4, vi assicuro, è una macchina strepitosa. Ecco qualche altra foto scattata in situazioni difficili.
Leica M11 ISO 12.800. Voigtlander 35 f1.2 Mark 3 Roma, 2022.
Leica M11. Street Photography, Roma, 2022. ISO 6400. Voigtlander 35 f1.2 Mark 3.
Un esempio dell’estensione della gamma dinamica. Leica M11.
Leica M11. Ampia gamma dinamica, colori fantastici e transizioni delicate e progressive.
Leica M11. Colori meravigliosi e un’eccellente profondità del colore.
Leica M11. Gamma dinamica, colori, nitidezza, contrasto, micro contrasto.
Eccoci al paradosso: questa è la più avanzata M digitale e allo stesso tempo ha una resa molto simile a quella di alcune pellicole, davvero una resa simil analogica. Mi ricorda tanto alcune celeberrime pellicole Kodak, con una ricchezza di toni medi meravigliosa, transizioni tonali delicate e morbide, profondità colore e una gamma dinamica infinita. E tutto ciò è vero sia che stiate scattando a 64 che a 25.600 ISO. I file non hanno quel micro-contrasto elevatissimo che vantavano la M10 o la M10P o la M10R, ma hanno una delicatezza molto simile alla pellicola. Il contrasto è semplicemente giusto, simile alle vecchie Leica M digitali, il micro contrasto è invece inferiore, come detto. I file sono semplicemente di un altro pianeta, quanto a lavorabilità, flessibilità, malleabilità, gamma dinamica, ricchezza di mezzi toni, morbidezza tonale, possibilità di recupero dalle ombre e dalle alte luci, rispetto alla generazione precedente. Tutto questo usando Capture One Pro 22, che vanta un profilo camera eccellente.
Leica M11. Velocità, buffering, controlli, autonomia.
I comandi sono migliorati. Ci sono due pulsanti personalizzabili che non richiedono alcuno studio di menù per essere configurati. Basta semplicemente premerli a lungo e scegliere la funzione che volete assegnargli. Facile, veloce, intuitivo. Stesso discorso per la ghiera: basta tenerla premuta ed assegnarle la funzione desiderata. Per quanto riguarda la velocità e il buffering ci sono notizie altalenanti, sia buone che meno buone. I tempi di accensione sono sul versante del troppo lento. Se desiderate pensare di cogliere il momento decisivo in strada, o in qualche situazione non collaborativa, meglio pensare di lasciare la macchina sempre accesa. La buona notizia è che l’autonomia è davvero impressionante, quindi non ci sono problemi. Questo è possibile attraverso la nuova batteria, dalla capacità aumentata, grazie alla rinuncia del fondello rimovibile. Che era davvero affascinante, ma troppo limitante da un punto di vista pratico. L’autonomia è ancora più sorprendente se si pensa che il sensore è sempre attivo (per la lettura esposimetrica e il bilanciamento del bianco) . Sono arrivato persino oltre i 2000 scatti a carica. Il buffering è quasi illimitato scattando entro i 36 mp in RAW ( la mia scelta personale, perfetto equilibrio tra dettagli e gestibiltà del file ), anche scattando in raffica a 4.5 fps. Altre notizie non positivissime arrivano dall’otturatore. Se scattiamo in Live View, è vero, il lag è stato enormemente ridotto, rendendo finalmente utilizzabile la Leica M con un mirino elettronico. Peccato per quel pizzico di shutter lag ( ritardo dell’otturatore) con il meccanico. Questione di pochissimi decimi di secondo, ma c’è. Nulla di tragico ma bisogna muoversi con un pizzico di anticipo, per cogliere il momento giusto. L’otturatore elettronico invece è più sfruttabile di quanto sperassi. Con ottiche un minimo grandangolari ( 28-35 mm ) si può scattare anche a soggetti in movimento, come persone che si muovono, senza alcun problema di distorsione. Meglio passare all’otturatore meccanico solo sotto luci artificiali ( per problemi di banding ) oppure con soggetti in rapidissimo movimento, oppure con focali lunghe.
Esperienza del telemetro e Live View.
Ovviamente l’esperienza del telemetro è il cuore, l’essenza, di qualsiasi fotocamera “M” di Leica. Ne scriverò in un articolo a parte nei prossimi mesi. Credo davvero che questa sia la più pura esperienza del telemetro, in digitale, mai vista prima d’ora. Anche se è la M più avanzata elettronicamente parlando, è anche quella con una qualità di immagine più vicina alla pellicola. E, per la mia esperienza è la macchina con il telemetro meglio calibrato, più preciso visto sino ad ora. Anche in Live View è migliorata moltissimo l’esperienza d’uso, grazie a uno shutter lag molto ridotto e a un mirino elettronico migliorato enormemente. Finalmente un mirino elettronico moderno. Personalmente non l’ho comprato perché utilizzo anche una Leica SL2S e la trovo migliore per un utilizzo con mirino elettronico. Adatto le ottiche Leica M sulla SL2S e l’esperienza è ancora superiore, per un utilizzo di questo tipo. Come detto in precedenza, il senso di una Leica M è quel mirino ottico ed il telemetro. Una combinazione di elementi in grado di insegnarci tanto su composizione, visione, tempismo. Richiede fatica e sforzi per essere sfruttato a pieno, ma a mio avviso ripaga con gli interessi. Vale la pena, secondo me. Davvero.
Qualche altra foto e le conclusioni.
Leica M11, Roma, 2022. ISO 6400
Leica M11, Roma, 2022. ISO 12.800 18 Mp Raw.
Leica M11. Una gamma dinamica straordinaria e colori eccellenti. Tiburtina, Roma.
Un altro esempio di colori fantastici, ricordano molto i colori Kodachrome. Leica M11, Tiburtina, Roma.
Leica M11. Street Photography
Leica M11
Leica M11, Roma, 2022
Il dubbio: fotografia computazionale?
Questo è il mio dubbio. Ho scattato per due anni con l’unico altro sensore sul mercato, a formato pieno, da 60 mp. La fantastica Sony A7R4. Ma non era nemmeno vicina a questo livello di prestazioni, parlando sopratutto di qualità del colore scattando a sensibilità ISO medie, alte o altissime. Praticamente nessuna perdita, files ancora lavorabili, eccezionalmente buoni, nessun artefatto. Ancora non posso credere a quanta differenza ci sia. Il risultato di una fotografia computazionale? Non ne ho idea ma amo moltissimo i risultati che sto vedendo. Una resa molto analgica con un mood degno di pellicole indimenticabili. Di sicuro tecnicamente la M11 potrebbe avere quel che serve per la fotografia computazionale. L’otturatore rimane sempre aperto, ha una memoria interna, integrata, velocissima… “giocare” con una sorta di pre shooting le sarebbe possibile. Qualunque sia la realtà…adoro questi risultati.
In poche parole
Vantaggi
Qualità di immagine incredibile. Sorprendente per risoluzione, gamma dinamica, rapporto segnale rumore. Da questo punto di vista la miglior fotocamera 35 mm, ad oggi.
Miglior color science su una macchina 35 mm. Favolosa.
Telemetro meraviglioso. Miglior mirino ottico di sempre per le 35 mm.
File straordinari, dal sapore molto analogico con un’estetica stupenda. Enorme malleabilità dei files. Possono essere lavorati senza problemi, anche partendo da situazioni critiche e difficili.
Memoria interna estremamente rapida ( ma solo 64 gb ).
Autonomia di scatto eccezionale, estremamente lunga.
Esposimetro e bilanciamento del bianco più avanzati di qualsiasi altra Leica M digitale mai uscita finora. ( Ma qualche instabilità con l’attuale firmare, il fw 1.3.0, in alcune specifiche situazioni. )
Otturatore elettronico ampiamente sfruttabile con un utilissimo tempo di scatto minimo di 1\16.000 di secondo. ( Ma non sotto luci artificiali ).
Otturatore meccanico discreto e delicato (ma non ai livelli di M10P ed M10R ).
Buffering estremamente veloce. Pressocchè illimitato (con i RAW a 18 e 36 mp ).
Peso perfetto e bilanciamento molto migliorato ( versione nera ).
Possibilità di ricarica batteria direttamente in camera.
Compatibilità con iPhone ed Ipad.
Il menù estremamente semplice da capire e personalizzare. Stesso layout su tutte le macchine Leica attualmente in produzione. Fantastico.
La miglior esperienza fotografica nel mondo digitale. Uno strumento che può migliorare la nostra capacità visiva fotografica. Quanto conta tutto ciò? Che valore gli date?
Qualità costruttiva elevatissima.
Feeling fantastico. Estremamente divertente e piacevole.
Modalità crop ( 1,3X ed 1,8X ) molto utili e comodi. E con tanta risoluzione residua.
Base ISO 64. Con un’estensione enorme della gamma dinamica.
Un nuovo, moderno e valido mirino elettronico ( ma costoso).
Contro
Qualche instabilità del bilanciamento del bianco e dell’esposimetro in alcune situazioni specifiche.
Priorità alle alte luci non del tutto prevedibile nel funzionamento.
Alcuni bug minori ( ma per una macchina da 8500 € preferirei una fotocamera più stabile già dal fw 1.0 ).
Mancanza di una certificazione di costruzione secondo gli standard IP, come le altre fotocamere Leica Q2, Q2 Monochrom, SL2, SL2S ( ma è comunque costruita tanto bene da poter lavorare senza problemi in qualsiasi ambiente, anche i più difficili).
Piuttosto cara.
Netturbini e i loro potenti mezzi. Roma, 2022.
Leica M11 Roma 2022
Leica M11 Voigtlander 28 f2 Ultron Mark 2
Mercedes Benz 450 6900. Leica M11
Leica M11.
Leica M11, Voigtlander 28 f2, backlight
“Foto”. Leica M11. Colori non ritoccati.
Leica M11. Foto non ritoccata. Roma, 2022.
“Giallo e Rosso” Leica M11 ISO 32.000 1\250 sec f4 50 mm.
Tiburtina. Leica M11
Leica M11. Street Photography. Trastevere, Roma. 2022
Leica M11. Ponte Sisto. Roma, 2022. 12.800 ISO.
Spero vi sia piaciuta questa recensione piuttosto estensiva.
Programmi di editing utilizzati : Capture One 22 Pro, Exposure X5
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