Lesa Maestà. Recensione Voigtlander 50 f1.0
Bentornati agli anni d’oro: la battaglia delle ottiche ultra luminose.
Voigtlander 50 f1.0 Leica M11
A partire dagli Anni ‘60, esattamente come negli ultimi 10 anni, si è visto un proliferare di ottiche ultra luminose. Sopratutto di 50 mm, per mia somma gioia ( è la mia focale preferita ). Il processo in realtà era iniziato negli anni 50 con i primi f1.2 disponibili sul mercato.
Si sono avvicendate tantissime ottiche negli Anni ‘60\’70. Anzi per la precisione possiamo partire dal 1966, anno in cui Leica presenta il suo estremo e costosissimo 50 f1.2 Noctilux, capostipite di una serie di ottiche leggendarie. In questa gara si sono avvicendate tutte: da Nikon con il suo straordinario 58 f1.2 Noct Nikkor ( sia in versione Ai che Ai-S), passando per Canon che brevettò il suo 50 0,95 “The Dream Lens” nel 1960 ( quest’ultima un’ottica per telemetro )
Un’escaltion simile a quella vissuta nel primo ventennio del nuovo millennio. Leica ha presentato nel 2008 l’erede del 50 f1 Noctilux, il sorprendente 50 f0.95, ad oggi ancora in produzione. Nikon ha presentato un impressionante 58 f0.95 Noct. Una belva da quasi 2 kg, oltre 8000 € di listino e performance ottiche sbalorditive. Canon non è stata a guardare con i rinnovati 50 ed 85 f1.2 per la nuova baionetta mirrorless. Anche Sony si è unita alla gara, presentando un bellissimo 50 f1.2 GM.
Ai grandi nomi si sono affiancati una serie di piccoli produttori che hanno tirato su prodotti molto intriganti. Come il Mitakon 50 f0.95, il 7Artisan 50 f1.1, etc, etc.
In tutto ciò, in questo rinnovato panorama di ricerca ottica, stimolata da nuovi mezzi e possibilità, subentra Cosina-Voigtlander. Una delle poche case che produce ottiche con vetro proprietario.
Negli ultimi anni la casa si è distinta per una produzione di ottiche a dir poco eccezionali. Ad esempio su Sony il 50 f2 Apo Lanthar è stata una delle pochissime lenti in grado di andare oltre i limiti di risoluzione del sensore da 61 mp della R4, anche a tutta apertura. Il 21 f1.4 è diventato il riferimento in quella focale, con una correzione delle aberrazioni esemplare ed una nitidezza incredibile.
Naturale quindi la curiosità per questo nuovo obiettivo, che va ad attaccare la fascia alta del mercato, non quella bassa, a livello di performance, ma con un prezzo, in Italia, di 1750 € IVA compresa, assolutamente concorrenziale.
A differenza del 50 f1.2 Voigtlander è decisamente più ingombrante ma comunque è a tutti gli effetti “corto” e risulta ben bilanciato sulla Leica M11. Inevitabile il generoso diametro anteriore.
Queste le specifiche del Voigtlander 50 f1.0 Nokton.
Voigtlander 50 f1.0 Leica M11
Lunghezza focale: 50 mm
Massima apertura diaframma: 1,0
Minima apertura diaframma: 16
Schema ottico: 9 elementi in 7 gruppi
Numero lamelle del diaframma: 12
Minima distanza di messa a fuoco: 0,95 m
Diametro: 73,6 mm
Altezza: :55 mm
Peso: 484 g
Diametro filtri: 62 mm
Innesto obiettivo: baionetta M
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Quindi, tutto sommato, dimensioni e peso sono accettabilissimi: di fatto è l’ultraluminoso più piccolo e compatto per Leica M, a eccezione del Voigtlander 50 f1.2. Che però, dalla sua, manca di alcune specifiche di pregio. Una cosa che non emerge dalla scheda tecnica è la presenza di elemento flottante (oltre ai due elementi sferici, di cui uno particolarmente raffinato, complesso e costoso). Questo comporta una correzione pressoché perfetta dell’aberrazione sferica residua anche alle brevi distanze di messa a fuoco. Operazione tutt’altro che banale su un 50 f1. Sul citato 50 f1.2, invece, l’elemento flottante, come l’elemento sferico di pregio, mancano. Il risultato è una resa lievemente più “sognante” a tutta apertura e a distanze brevi di messa a fuoco (entro i 3 metri, circa). Motivo per il quale ho deciso di tenere entrambi, sono assolutamente complementari come tipologia di resa.
Voigtlander 50 f1.0. Il desiderio della velocità.
La domanda, apparentemente sensata, potrebbe essere posta così…. Perché in un mondo dove le macchine fotografiche digitali arrivano a valori ISO elevatissimi, dovrei aver bisogno di una lente così estrema, così luminosa?
Per estetica. Per la resa che può regalarvi giocando con profondità di campo tanto limitate, specie considerando che a tutta apertura questa meraviglia ha una resa a dir poco incredibile. Uno dei campi ideali per un 50 f1.0 potrebbe essere la ritrattistica. Ma non solo.
Sofia, Voigtlander 50 f1.0, Leica SL2S
Sofia. Voigtlander 50 f1.0. Leica SL2S.
Un’ottica davvero nitida ma mai sgraziata, col giusto livello di microcontrasto per la ritrattistica. E, a parer mio, con uno sfocato morbido ma di carattere, “descrittivo”. Non uno sfocato anonimo di tante ottiche moderne. Su Leica SL2S, peraltro, è possibile ovviare anche all’unico limite ottico, cioè la distanza di messa a fuoco minima di 95 cm, mediante l’adattatore 7Artisan Close Focus che, grazie a un elicoide interno, consente di arrivare ad una distanza minima di messa a fuoco vicina ai 40cm. Incredibile il livello di nitidezza, la tridimensionalità che regala ad f1.0
Pierpaolo. Voigtlander 50 f1.0 Leica M11
Si può notare a tutto schermo come lo sfocato agli angoli assuma una connotazione diversa rispetto al resto del fotogramma. Sostanzialmente è dovuto ad una certa curvatura inversa di campo, curiosamente nella stessa direzione presente anche nel 50 f0.95 Noctilux Leica, ma qui visibile in misura minore. A mio modesto parere la cosa dona un certo carattere al rendering complessivo dell’immagine. La qualità rimane elevatissima, la correzione delle aberrazioni è notevole considerando che siamo ad f1. Nel ritratto a Pierpaolo la luce era anche piuttosto dura ( ISO 64, 1\10.000 di sec, f1 ), Qualcosa è comunque visibile, come aberrazioni, in situazioni così estreme e ad f1.0. Ma solo zoomando al 100% dell’ingrandimento oppure oltre. Un risultato straordinario, in linea con o superiore ai migliori concorrenti ultra luminosi. Il Leica 50 f0.95 mostra solo un filo di purple fringing in meno (visibile al 100% o più di ingrandimento).
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Pierpaolo. Voigtlander 50 f1.0 Leica M11
Anche in questo secondo ritratto di Pierpaolo la resa risulta eccellente. Con dei colori magnifici, nonostante la luce molto complicata. Parte del merito va condiviso con la Leica M11, Exposure X e Capture One Pro 22.
Operatività
Da un punto di vista operativo mettere a fuoco ad f1.0 su telemetro non è semplicissimo. Aiuta un pochino la ghiera di messa a fuoco frizionata perfettamente che permette movimenti micrometrici molto precisi. L’angolo di rotazione non è eccessivo, anzi risulta ottimale per due aspetti apparentemente inconciliabili: precisione del movimento e velocità operativa.
Altra faccenda su Leica SL2S. Il cui eccellente mirino elettronico consente di focheggiare facilmente in qualsiasi situazione. Purtroppo non ho ancora avuto modo di provare il nuovo mirino elettronico aggiuntivo per la M11 ( Visoflex).
L’ottica risulta ben bilanciata su entrambe le macchine, lievemente meglio sulla più pesante SL2S. Il paraluce viene fornito di serie con l’ottica, un notevole aiuto nel controluce ( senza si può incorrere in un flare che a mio parere può comunque essere piacevole in alcune situazioni) e come protezione della lente, visto che l’elemento frontale è abbastanza esposto. Non piacevole come quello di un Voigtlander 75 f1.5 o 35 f1.2 Mark 3. O come un 35 Summilux Asph (non il FLE) ma comunque gradevole.
La ghiera dei diaframmi ha click in passi di 1\2 stop.
Piuttosto precisa la scala delle profondità di campo del barilotto.
Wedding Reportage & Street Photography
Mi spiace di non aver avuto abbastanza tempo per preparare una parte di street photography con la M11 ed il Voigtlander 50 f1.0, ma rimedierò presto. Continuate a seguire il sito e il blog! ;)
Tuttavia, essendo il mio approccio al matrimonio molto simile a quello della street photography e al reportage, naturalmente sviluppato con un’estetica diversa, posso comunque mostrarvi qualcosa di simile, seppur in un contesto diverso. Eccovi un Indian Wedding di quest’anno.
Tutte le foto del matrimonio scattate con Leica M11.
Un effetto tridimensionale pazzesco. Voigtlander 50 f1.0
Matrimonio indiano. Voigtlander 50 f1.0 Nokton
Destination Wedding Castello di Rosciano
Voigtlander 50 f1.0
Conclusioni
Il Voigtlander 50 f1.0 riesce ad azzeccare un rarissimo equilibrio di fattori, quasi impossibili da trovare combinati assieme. A livello di peso e dimensioni è nettamente la lente f1 o f0.95 per Full Frame più piccola e leggera. Inoltre è estremamente compatto, in lunghezza, così da risultare bilanciato anche su una Leica M. Decisamente più piccolo e leggero non solo del Leica 50 0.95 ma persino del vecchio Leica 50 f1.0.
A livello ottico mostra un contrasto decisamente superiore ad entrambi i Leica e una nitidezza incomparabile a tutta apertura. Rispetto al 50 f1.2 Voigtlander è decisamente più grande ma offre anche un elemento flottante, nel suo schema ottico, che rende la resa uniforme e senza alcuna aberrazione sferica residua anche alle distanze di messa a fuoco più ravvicinate. A mio parere, comunque l’aria un pochino più “sognante” (ma rimane sempre nitidissimo) entro i 2 metri del 50 f1.2 a tutta apertura, è davvero ben sfruttabile per alcune tipologie di immagini. Da tenere in considerazione la distanza di messa a fuoco minima: 1 metro per i Noctilux Leica, 95 cm per il Voigtlander 50 f1.0 e 70 cm per il 50 f1.2 Voigtlander. Con la possibilità per tutti e tre di poter arrivare ben più vicini con l’adattatore 7Artiusan Close Focus (consigliatissimo) su Leica SL o un Voigtlander Close Focus su Sony.
Ricordatevi sempre che se amate utilizzare le vostre ottiche Leica o Voigtlander VM su Sony potrete far modificare il vostro sensore e quindi ottimizzare la resa di queste stupende ottiche QUI.
A livello di aberrazione l’ottica è molto ben corretta. Sono chiaramente visibili aberrazioni a tutta apertura in condizioni di luce dura, ma ciò è abbastanza inevitabile. Ne soffre anche tutta la concorrenza. In un progetto così estremo un pochino di aberrazione è inevitabile. Le due lenti Leica che stiamo comparando ne soffrono maggiormente, ma sono anche lievemente più corrette riguardo il purple fringing (che deriva dall’interazione ottica\sensore). Differenza davvero minima, in ogni caso.
C’è un filo di curvatura di campo inversa avvertibile sugli angoli… ( a mio avviso ripresa pari pari dal 50 0.95 Leica…) che può essere un problema se si cerca la massima uniformità di resa, ma non è una cosa che è ragionevole cercare ad f1.0. Di fatto conferisce un certo carattere alle immagini, specie in ritrattistica è davvero interessante e rende lo sfocato un filo meno lineare. Chiudendo il diaframma si risolve. Oppure andando oltre i 2,5-3 metri di distanza come messa a fuoco.
Regge molto bene il controluce, se tenete il paraluce montato. Qualche flare esteticamente gradevole, togliendolo. Parlo di controluce spinto, con sole in campo.
La caduta di luce ai bordi è abbastanza avvertibile ma è facilmente correggibile su qualsiasi RAW converter.
In sostanza è il miglior 50 mm con luminosità estrema oggi presente sul mercato. Proposto a un prezzo vicino ad 1\8 di quello dei riferimenti di settore. Se non è lesa maestà questa…
Pregi
Costruzione esemplare
Qualità ottica elevatissima. Riferimento di categoria.
Rapporto qualità prezzo insuperabile.
Peso e dimensioni contenuti, in rapporto alla luminosità e alla focale.
Ingombro ridotto al minimo nel mirino della Leica M.
Resa eccellente anche su Leica SL2S.
Buona resa in controluce (con paraluce).
Rendering stupendo, ricco di carattere.
Bokeh morbido, progressivo, di carattere e descrittivo.
Ghiera di messa a fuoco frizionata perfettamente. Perfetta anche la corsa della ghiera stessa.
Difetti
Decisamente più ingombrante dello straordinario Voigtlander 50 f1.2
Messa a fuoco minima di 95 cm (che è comunque la migliore della categoria).
Qualche aberrazione visibile a f1, in condizione di luce molto dura (ma è inevitabile, la concorrenza fa peggio).
Mettere a fuoco a f1 su telemetro richiede esperienza. Decisamente più semplice su mirroless con mirino elettronico.
Curvatura di campo inversa, visibile agli angoli, a f1 e diaframmi apertissimi (ma gli regala una resa personale e molto bella).
Attrezzatura: Leica M11, Leica SL2S
Editing: capture One 22 Pro, Exposure X
Per workshop e formazione: cliccate qui oppure chiedete info con WhatsApp o mail.
Ringrazio Giorgio Bazzero, importatore Voigtlander in Italia, per avermi messo a disposizione l’ottica in questione. Sul suo sito potete acquistare l’intero catalogo di ottiche e accessori Voigtlander.