Nikon Zf: Il Ritorno della Fisicità nel Digitale
Nikon Zf + Voigtlander 50 f2 Apo Lanthar
Nikon torna alle origini.
Una macchina che strizza l’occhio alla tradizione, in particolare la somiglianza è evidentissima con la FM2, grande macchina storica della casa giallo nera.
Le forme, le ghiere, sono quelle. Le dimensioni sono più abbondanti.
Cambia anche la baionetta, in questo caso troviamo la baionetta Z, la nuova baionetta Nikon pensa per il mondo mirrorless.
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Estetica & Comandi
Una delle macchine digitali più belle degli ultimi anni. In un’epoca di standarzizzazione assoluta, dove le mirrorless si somigliano un po’ tutte, finalmente un omaggio alla tradizione che rompe un po’ gli schemi. Bentornate ghiere fisiche. Che permettono di avere tutto sott’occhio e rendono tutto più intuitivo. Un piccolo disappunto è stato quello di trovare la scelta della modalità espositiva ( PASM ) separata rispetto alle suddette ghiere. Sarebbe stato meglio avere una coerenza assoluta, da questo punto di vista. Naturalmente ci sono anche le ghiere moderne a portata di pollice e indice, come da tradizione Nikon, che consentono di poter lavorare in maniera più “digitale” e anche più rapida. Libertà assoluta di scegliere l’operatività che meglio si confà alle proprie esigenze, quindi.
Mirino e monitor.
La qualità del mirino, incassato nella parte superiore della macchina in modo tale da ricordare la presenza di specchio e pentaprisma d’annata, è straordinaria. Una chiarezza di visione che ritroviamo solo in macchine di fascia molto più elevata e con molti più megapixel di risoluzione ( qui abbiamo 3,6 mp, una risoluzione più che adeguata ). Un unico difetto è l’effetto scia se usiamo la macchina in movimento. Piuttosto fastidioso. Cioè si nota un “effetto trascinamento” dei pixel. Probabilmente dovuto ad una non elevatissima frequenza di aggiornamento ( è dichiarato per 60 fps ). Molto buona anche la qualità del display posteriore, che è snodabile a 360 gradi. Permettendo anche dei comodissimi selfie. Peccato però che non sia possibile averlo in asse alla macchina quando vogliamo utilizzarlo per riprese dal basso o dall’alto. Questo tipo di articolazione del display è molto comodo per i vari content creator ed operatori video, ma completamente inutilizzabile per chi ne fa un uso prettamente fotografico e dinamico: nella street photography è pressoché inutile. Cara Nikon, questo tipo di display sarebbe stato perfetto sulla prossima Nikon Z6 Mark 3, macchina full frame dall’approccio moderno e generalista, non su una macchina che richiama palesemente il tuo retaggio fotografico. Gran peccato.
Ergonomia e piacevolezza d’uso.
Come già accennato precedentemente la libertà operativa è assoluta: potete scegliere di lavorare alla vecchia maniera o in maniera completamente “digitale”. Sta a voi. Democratica.
Si tratta di una macchina che pone sul piatto, oltre ad un’estetica fantastica, anche un aspetto fondamentale: la piacevolezza d’uso. Termine un po’ fumoso che racchiude un insieme di fattori ben amalgamati tra di loro. Un’ottima velocità operativa, semplicità d’uso, intuitiva e con una curva di apprendimento molto breve e lineare, un sistema autofocus a dir poco eccellente ed un sistema manual focus sorprendentemente efficace…
Insomma un insieme di elementi che rendono estremamente piacevole e divertente e appagante scattare con la Zf. Un gioiello. In un mondo sempre più omologato è una macchina con una sua personalità ben precisa. Divertente e piacevolissima. Chapeau. La dimostrazione che non servono milioni di tasti personalizzabili. Serve solo pensare a posizione bene quelli giusti.
Unico piccolo neo: il grip aggiuntivo può migliorare la presa per chi ha mani molto grandi. Nel mio caso l’anulare della mano destra spesso finiva sul pulsante personalizzabile posto anteriormente. Problema risolto, appunto, col il grip opzionale.
Autofocus ed esposimetro.
Eccellenza in entrambi i casi. L’autofocus poi è il più sensibile mai visto in condizioni di scarsa illuminazione. In condizioni di basso contrasto e illuminazione svolge il suo lavoro come nessun altro. Straordinario. Da attivare un’opzione apposita nel menù per lavorare alla massima sensibilità possibile, del modulo AF. Tracking, riconoscimento oggetti e riconoscimento viso\occhi, sono all’altezza della migliore concorrenza. Spesso anche un filino meglio. Esposimetro preciso, inappuntabile. Come Nikon sa fare.
Autonomia.
Assolutamente ottima l’autonomia. 15000-2000 scatti a carica di batteria sono ampiamente possibili. Purtroppo nel mio primo test mie ra capitata una batteria difettosa. Ora che ne ho ben 6 tra le mani posso dire che l’autonomia è uno dei punti di forza di questa macchina.
Qualità d’immagine.
A basse, medie, alte ed altissime sensibilità ISO la qualità d’immagine è sempre elevatissima. Ottima gamma dinamica, ottima malleabilità dei file su Capture One. JPEG eccellenti con alcune chicche davvero notevoli, come il trattamento della pelle. Esemplare. La risoluzione non è elevatissima, ma 24 mp sono ampiamente sufficienti a qualsiasi esigenza reale. Compreso il poter ritagliare e poter comunque stampare in grandi dimensioni senza problemi.
Sul Campo.
La Nikon Zf si è dimostrata una macchina eccezionale. Rapida, efficace, con qualità d’immagine eccellente. Quello che però sorprende è una caratteristica spesso sottovalutata. La piacevolezza d’uso. Non è una questione di mera estetica, ma di tutta una lunga serie di caratteristiche che ben si amalgamano tra di loro. La messa a fuoco manuale - con d’ottiche dotate di chip - è semplicemente la migliore viste sulle mirroless ad ottiche intercambiabile. Non c’è bisogno di ingrandimento o di peaking. Semplicemente la macchine riconosce gli occhi ( se si sta facendo un ritratto ) ed illumina di verde il quadratino dell’a messa a fuoco sull'occhio messo a fuoco correttamente. Altrimenti illumina di verde il punto di messa a fuoco utilizzato nel momento in cui si raggiunge la messa a fuoco perfetta in quel punto. In questo modo non si perde mai la visione d’insieme del fotogramma e non si è distratti dal peaking. Funziona anche con le varie tipologie di riconoscimento oggetti o animali. Lavorare così in manual focus è una vera manna.
Stesso discorso in autofocus. Tutto molto semplice, lineare, veloce ed efficace. Le ghiere aggiungono una fisicità ed una visione d’insieme dei parametri espositivi fondamentali decisamente intelligente. I diaframmi vengono visualizzati nella piccola finestrella sulla calotta superiore, nel caso si utilizzino ottiche senza ghiera di diaframmi di ultima generazione. L’otturatore non presenta alcun lag alla risposta e vanta un suono piacevole e discreto.
Eccezionale lo stabilizzatore d’immagine. Davvero comodissimo. Unico neo: con ottiche di terze parte risulta efficace per circa 3 stop, contro i 6 stop con un’ottica nativa media. Peccato.
In conclusione una macchina spettacolare, con una qualità d’immagine straordinaria. I pochi difetti sono abbastanza marginali e non inficiano un’esperienza d’uso ottima.
Pregi & Difetti della Nikon Zf.
Pregi
Esteticamente pregevole.
Qualità d’immagine elevatissima.
Resa alle alte sensibilità ISO ottima
Stabilizzatore eccellente ( ma meno con ottiche di terze parti )
Libertà operativa totale ( potete usare le ghiere tradizionali o maniere un approccio assolutamente moderno ).
Qualità dei JPEG eccezionale con alcune chicche uniche come il trattamento della pelle.
Gamma dinamica estesa.
Grande malleabilità dei RAW.
Doppio slot di memoria.
Mirino estremamente nitido e con un grande ingrandimento ( 0,8X )
Monitor nitido e con una buona fedeltà cromatica.
Sistemi di messa a fuoco automatici e manuali estremamente efficaci, lineari e intelligenti.
Estremamente piacevole e appagante da usare.
Estremamente competitiva anche sul versante video
Semplicità operativa.
Autonomia ottima.
Scelta dei colori della simil pelle del corpo macchina molto sfiziosa.
Difetti
Il display orientabile, non in asse con la macchina, rende estremamente complessa un certo tipo di fotografia dinamica usando il monitor stesso. Essendo una macchina fotografica principalmente dedicata alla fotografia, mi sarei aspettato più attenzione a questo aspetto.
Il mirino - ottimo - presenta un effetto trascinamento dei pixel quando si fotografa in maniera molto dinamica.
Il pulsante anteriore personalizzabile può finire sotto l’anulare, se il fotografo ha mani piuttosto grandi. Problema risolto con il grip aggiuntivo.
Alcune voci del menù possono generare confusione, non sono molto chiare.
Consiglio Personale
Un’ottica da non perdere assolutamente su questa macchina fotografica è il 40 f1.2 Voigtlander Z.
Resa esemplare, nitida, con una pasta molto poetica. Imperdibile. E con queste facilitazioni nella messa a fuoco manuale è un vero piacere utilizzarlo.Dimensioni compatte ed un’apertura massima elevatissima ( f1.2 ) ne fanno un’accoppiata strepitosa in bassa luce.
Per questa recensione ho utilizzato il Voigtlander 50 f2.0 Apo, altrettanto eccezionale, na con un’aspetto più “clinico”, seppur ancora già performante dal punto di vista delle prestazioni ottiche.